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Ogni anno decine e decine di persone lasciano la pelle andando a funghi e molte di più si fanno male, anche gravemente. Imprudenza e inesperienza sono spesso alcune delle cause di queste morti ma numerosi sono anche i malori e altri tragici eventi.
Basta pensare che solo negli ultimi 10 giorni in Italia sono morte 19 persone andando a funghi. Numeri spaventosi contando che la stagione è appena agli inizi.
Ecco che quindi il corpo forestale ha fornito una serie di consigli che riprendiamo qui su FunghidiGiaveno.com affinchè chi vada a funghi cerchi di prestare la massima attenzione per evitare di farsi male:
1. Documentarsi sull'itinerario e scegliere i percorsi adatti alle proprie abilità fisiche e psichiche;
Tante persone mi scrivono che ormai sono anziane ma che comunque cercano di andare ancora a funghi perchè è uno degli unici passatempi che hanno. Giustissimo e tante volte sono io il primo a consigliare di non "fermarsi" quando si è anziani perchè un pò di movimento fa sempre bene e tiene in "vita" o meglio tiene "viva" la persona, evitando che questa rimanga sempre chiusa in casa. La cosa fondamentale però è quella di conoscere i propri limiti e non andare a funghi da soli.
2. Comunicare i propri spostamenti prima di intraprendere l'escursione;
Giustissimo, i vostri familiari o le persone a voi care dovrebbero sempre sapere dove siete in modo da potervi raggiungere in caso voi non diate più vostre notizie. Ricordatevi anche di fornire degli orari in cui rientrate a casa o degli orari in cui vi incontrerete in un determinato posto. Se per esempio dite che tornerete da funghi alle 12, cercate di ritornare per quell'orario e se questo non è possibile, avvisate i vostri familiari per non farli stare in pensiero. Mezz'ora, un'ora di ritardo non è un problema se i familiari sono avvisati ma ritardi maggiori potrebbero far preoccupare certe persone.
3. Evitare di inoltrarsi da soli nel bosco, la presenza di un compagno è garanzia di un primo soccorso;
Non si dovrebbe mai andare da soli, almeno se non si è tanto pratici, a funghi. Soprattutto se si è in posti magari distanti qualche ora dalla macchina. Una cosa fondamentale, se si è in compagnia, è anche quella delle ricetrasmittenti. Con le ricetrasmittenti potete comunicare con i vostri amici nel bosco anche a km di distanza, cosa che magari, in alcuni punti, non potete fare con il cellulare vista la mancanza di campo.
4. Consultare, prima della partenza, i bollettini meteorologici e osservare costantemente sul posto l'evoluzione delle condizioni atmosferiche. In caso di mal tempo non sostare in prossimità di alberi, pietre ed oggetti acuminati perché potrebbero attirare fulmini;
Giustissimo. Il tempo in montagna cambia velocissimamente e quando scende la nebbia puoi anche essere esperto fin che vuoi ma in tanti boschi è davvero difficile orientarsi. Un versante ti sembra un altro, una pianta o un sentiero ti traggono in inganno e rischi di perderti.
Quando piove o comunque quando il terreno è umido, attenti a dove mettete i piedi. Le pietre, i rami a terra diventano scivolosissimi, per non parlare delle foglie. Il terreno in alcuni punti può franare.
5. Scegliere l'abbigliamento e l'attrezzatura adatta all'impegno e alla lunghezza dell'escursione: si consigliano calzature da trekking, cellulare, lampada e coltello;
L'abbigliamento è una cosa per lo più personale. L'importante è che una persona si senta comoda e sicura. Io per esempio non uso scarponi ma gli stivali. Il motivo è semplicemente che in alcuni posti ci sono grandi pietraie e mi è successo di mettere il piede fra alcune di queste pietre, dove c'era un cespuglio di erba e rischiare di farmi male ad una gamba...lo stivale mi permette quindi di proteggere una buona parte della gamba, cosa che lo scarpone non mi permette di fare. Molti consigliano gli scarponi anzichè gli stivali.
Il coltello è fondamentale, il cellulare anche. La lampada sinceramente non vedo cosa possa servire. Altre cose importanti potrebbero essere magari uno zaino con una borraccia e qualcosa da mangiare. E una ricetrasmittente.
6. Se non si è certi della commestibilità del proprio raccolto, effettuare un controllo presso gli Ispettorati Micologici o l'Azienda Sanitaria Locale;
7. Il raccolto giornaliero non deve superare i tre chili per persona;
8. Non utilizzare rastrelli o uncini che possano danneggiare il micelio;
E quando trovate un fungo piccolo evitate di togliere le foglie nelle vicinanze e sgattare per cercarne altri piccolissimi. Lasciate le foglie come sono e raccogliete quello che vedete...magari la prossima volta ripassando in quel posto ne troverete alcuni belli, cresciuti sotto le foglie.
9. Pulire immediatamente il fungo dai residui di rami, foglie e terriccio per garantire la sua integrità;
10. I funghi raccolti devono essere trasportati in contenitori rigidi ed areati. L'utilizzo di sacchetti di plastica non permette infatti la diffusione delle spore fungine nel bosco. La mancanza di areazione causa il deterioramento del prodotto;
Quindi cestini e non borse di nylon!
11. In caso di necessità contattare il 1515, numero di Emergenza Ambientale del Corpo Forestale dello Stato.
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